Parliamo di burnout da lavoro online

Cos’è il burnout da lavoro sui social

Un termine che probabilmente avrai già sentito da qualche parte è il burnout da lavoro e l’articolo di oggi è dedicato proprio a questo argomento.

Non è un segreto che i social media siano utilissimi ma hanno anche un impatto forte a livello psicologico.

E per chi lavora nel digital marketing o nel social media marketing questo rischio è ancora più esponenziale perciò è importante prendersi cura del proprio benessere mentale.

Possiamo definire il burnout come un senso di fatica fisica e mentale che può portare ad una sensazione di inadeguatezza e perdita di identità personale.

 I 3 tipi di burnout da lavoro

Ci sono alcuni segnali che ci fanno capire che è giunto il momento di fermarsi un attimo e ricalibrare le nostre priorità per trovare un equilibrio migliore, soprattutto nel contesto lavorativo.

Ci sentiamo esausti e non riusciamo a concentrarci come vorremmo.

Sentiamo che il nostro lavoro non ci soddisfa più e non ci dà gioia.

Ci sentiamo sopraffatti e perdiamo di vista il vero senso delle cose.

Ci sembra di non essere all’altezza di completare le mansioni che dovremmo oppure siamo convinti che il nostro apporto sia inutile.

Abbiamo problemi nel gestire le nostre emozioni, ci sentiamo smarriti e diventiamo super autocritici nei nostri stessi confronti.

Esistono 3 tipologie di burnout che ricercatori e neuroscienziati collegano direttamente al lavoro:

  • Frenetic burnout;
  • Underchallenged burnout;
  • Worn-out burnout.

Il primo tipo di burnout si manifesta quando le persone investono così tante energie nel proprio lavoro che ad un certo punto sentono che i loro sforzi non sono abbastanza ripagati.

Immergendosi nel lavoro a capofitto, concentrandosi solo e soltanto sul lavoro, arrivano ad essere completamente esausti.

ll secondo invece succede quando una persona si sente intrappolata in un ambiente lavorativo monotono e che non lo/la stimola più e questo contribuisce a creare un morale basso e un profondo senso di insoddisfazione

L’ultimo tipo è il burnout che si sviluppa quando un ambiente di lavoro non salutare si trasforma in fonte di stress perenne e di conseguenza ci si sente totalmente afflitti e pieni di angoscia.

Cosa possiamo fare?

Se sentiamo dentro di noi che le cose non vanno e non ci fanno stare bene, non ha senso continuare a stare male: fermiamoci e prendiamoci il tempo per valutare la situazione.

Ci sono piccoli accorgimenti pratici che ci possono aiutare a cercare di prevenire il burnout da lavoro.

L’essere umano è una creatura di abitudine ma può essere utile cambiare un pò la nostra routine, magari anche solo prendere una strada diversa per arrivare in ufficio o scegliere un posto nuovo dove pranzare o fare colazione.

Ricordiamoci sempre di inserire delle pause durante il flusso di lavoro giornaliero.

Il cervello ha una soglia di attenzione limitata, ogni tanto facciamogli prendere un pò d’aria. 

In questi micro momenti di break, prendiamoci un caffè, andiamo a fare una passeggiata, facciamo un pò di stretching o di meditazione.

Possiamo anche iniziare a scrivere su un taccuino o un quaderno una lista dei nostri obiettivi o desideri, piccoli o grandi che siano, ed annotare quanto ci sentiamo felici ogni volta che ne raggiungiamo uno.

Concentriamoci sulle relazioni.

Circondiamoci di persone che ci fanno stare bene, che ci sostengono e capiscono e con cui creare connessioni profonde. E’ importantissimo per sentirsi energizzati.

Ed infine, anche se nel mondo iper avanzato di oggi può sembrare un’utopia, dimentichiamoci almeno per un pò della tecnologia e di internet e focalizziamoci su noi stessi.

Posiamo i telefoni e dedichiamo invece del tempo di qualità alle nostre passioni, ai nostri affetti, alle cose e alle persone che ci donano gioia.

Proteggere il nostro benessere mentale è una sfida quotidiana ma non deve per forza essere una battaglia persa!

Prestiamo attenzione ai segnali che ci invia il nostro corpo, ascoltiamo i nostri bisogni.

E se sentiamo di avere sul nostro piatto già troppe cose da dover gestire, impariamo anche a dire no.

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