Il funzionamento della ricerca su Instagram

Analizziamo l’algoritmo search di Instagram

Dopo aver spiegato come funziona il ranking per i post, i reels e la sezione esplora, Instagram ha fatto chiarezza sul funzionamento dell’algoritmo che regola la search all’interno della piattaforma.

Partendo dalla parola inserita dall’utente quando effettua una ricerca, Instagram gli propone tutti i contenuti che ritiene più rilevanti, associati a quel determinato argomento.

Come sceglie Instagram quali contenuti o profili mostrarci?

Sono 3 i fattori chiave specifici che vengono analizzati:

  • Quello che scriviamo nella barra di ricerca;
  • Come usiamo la app: viene analizzato il comportamento dell’utente, ovvero chi segue, quali altri contenuti ha già visto, con quali profili ha interagito nel passato, in modo da proporgli risultati che possano piacergli e interessargli maggiormente;
  • Popolarità dei risultati: quando esistono tanti contenuti disponibili, per ogni account, hashtag o luogo Instagram guarda quanto sono popolari in termini di like, click, condivisioni e follows.

Come dichiara la stessa società: “Gli account che postano spam o contenuti che violano le linee guida di Instagram, hanno un ranking più basso quindi vengono mostrati molto meno e l’utente potrebbe trovarli solo inserendo il nome completo. Inoltre utilizziamo misure di sicurezza aggiuntive per essere sicuri di non mostrare ai nostri utenti contenuti che potrebbero essere dannosi o creare disagio”.

Considerazioni sul downrank

Instagram ha evidenziato a quali tipologie di contenuto applica il downrank nella sezione cerca:

  • Contenuto che promuove procedure di chirurgia cosmetica;
  • Contenuto forviante circa la salute, come ad esempio “una cura miracolosa”;
  • Post o account che cercano di vendere prodotti o servizi affermando che fanno bene alla salute, tipo supplementi per perdere peso;
  • Contenuto che promuove modelli di business forvianti, tipo “investimento senza rischi”;
  • Contenuti sessualmente espliciti;
  • Contenuto già utilizzato da un’altra fonte, riproposto senza aggiungere nulla di originale o di valore: condividere meme magari fa ottenere like ma penalizza nella search;
  • Contenuto che promuove contest o giveaway: Instagram cerca di limitare la reach di questi post perlomeno nell’area risultati della ricerca.

Best practices per brand e creators

Per massimizzare la possibilità di essere trovati dagli utenti nella sezione search, Instagram delinea alcune strategie precise:

  • Nome profilo: Instagram usa primariamente il testo per fare i match quindi avere un nome profilo o un handle relativo ai contenuti che posti è la chance migliore per riuscire ad apparire nei risultati rilevanti nella seach;
  • Bio: le parole chiave relative a chi sei, cosa fai e di cosa parla il tuo profilo, se contenute nelle biografia incrementano la possibilità di essere trovato; chi ha un azienda locale o un attività fisica deve anche inserire la propria località.
  • Caption: Instagram dichiara esplicitamente che per quanto riguarda il funzionamento e la visibilità nella search le parole chiave e gli hashtags devono essere riportati nella didascalia e non nei commenti.

Questi sono consigli utilissimi da mettere in pratica per migliorare ed ottimizzare la propria presenza sulla piattaforma.

Ricordiamoci però che sui social non esiste una formula magica. Su Instagram bisogna provare soluzioni diverse per capire cosa funziona e cosa no, senza avere paura di sperimentare con i nostri contenuti. Per ottenere risultati e mantenerli nel tempo, sono fondamentali costanza e pazienza.

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